BIAF XXXI EDIZIONE

 

 

Il premio per la migliore scultura assegnato a Giovanni Pratesi

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IL Premio per la scultura sostenuto dalla Banca Federico del Vecchio è stato conferito a Giovanni Pratesi di Firenze (nella foto) per l’opera “San Ludovico da Tolosa” 1398 – 1400 di Giovanni D’Ambrogio -  Marmo, 91 x 26 x 24 cm

 

SanLudovicodaTolosa

L’identificazione di questo giovane frate che indossa il saio francescano è facilitata dal suo copricapo, ovvero la mitria che lo designa come vescovo. Tale attributo consente di riconoscervi San Ludovico da Tolosa, il fratello maggiore di re Roberto D’Angiò, morto nel 1297 e proclamato santo nel 1317. Rinunciando al trono per seguire la propria vocazione, Ludovico aveva consegnato al fratello il regno di Napoli e per questo Roberto, una volta re, ne aveva attivamente promosso la canonizzazione. Ludovico fu così il secondo santo della casa d’Angiò, andandosi ad aggiungere a Luigi IX re di Francia (1214-1270), che era stato proclamato nel 1297.

Premio miglior scultura assegnato a Walter Padovani

scultura 2013 piccola

Il premio per la scultura sostenuto da ETRO è stato conferito alla Galleria Walter Padovani di Milano per la terracotta “Ercole e il leone Nemeo” di Marco Antonio Prestinari (Claino 1570 ca - Milano 1621)

Nella foto: Giovanni Pratesi e Walter Padovani.

 

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La terracotta raffigurante Ercole con il leone nemeo è databile ai primi anni del Seicento e costituisce il modello preparatorio di una monumentale scultura in pietra di ceppo collocata nel “Teatro d’Ercole” del giardino di Villa Arconati a Castellazzo di Bollate (nei pressi di Milano), la villa suburbana acquistata nel 1610 e completamente riedificata da Galeazzo I Arconati (1580 ca-1648), appartenuta fino a pochi decenni fa ai suoi eredi.

Premio scultura assegnato a Lisa De Carlo

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Il premio alla Scultura sostenuto da Etro è stato conferito a Lisa De Carlo per la formella in marmo raffigurante la “Madonna col Bambino in trono e Santi e il donatore Pier Mario Brancadori da Fermo podestà di Firenze” (1428) di Luca Della Robbia.

Nella foto: Lisa De Carlo e Cristina Acidini.

 

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Luca Della Robbia
(Firenze 1399/1400 - 1482)

Madonna con Bambino in trono tra i santi Lorenzo e Caterina di Alessandria e il donatore, Pier Mario Brancadori da Fermo podestà di Firenze (1428).

Formella a rilievo schiacciato in marmo con tracce di cromia e dorature. Sul gradino del trono tre stemmi: giglio di Firenze, la croce del popolo fiorentino, due branche di leone incrociate. La scena si presenta in un ambiente in corso prospettico: al centro la Vergine col Bambino tra le braccia, in una nicchia dalle profonde nervature; alla sua destra, in piedi, San Lorenzo, che sembra quasi presentare alla Maestà il donatore, inginocchiato con le mani giunte, alla sinistra anch’essa presentata stante, Santa Caterina d’Alessandria, caratterizzata dai suoi tipici attributi. Notevole la resa degli elementi architettonici che fanno da cornice alla scena e contribuiscono a dare quella profondità che ne fa una delle caratteristiche straordinaria dell’opera. La grande qualità dell’artista è poi ben sottolineata dalla cura con cui sono rese, tra l’altro, le vesti dei personaggi raffigurati.   Cm 37,7 x 28,5

Bibliografia:

Bellosi L., Per Luca della Robbia, in “Prospettiva”, 27, 1981

Bellosi L., in Darr A.P. e Bonsanti G., Donatello e i Suoi. Scultura fiorentina del primo Rinascimento, Firenze 1986, pp. 204-205, catalogo 76

Volpe C. in Mathiesen Fine Art. Early Italian Paintings and Works of Art, 1300-1480, London 1983, p. 48

Gentilini G., Della Robbia Luca, in Dizionario Biografico degli Italiani, 37, 1989, p. 280

Gentilini G., I della Robbia. La scultura invetriata nel Rinascimento, Firenze 1992, p. 23, figura p. 22

Petrucci F., Luca della Robbia, in Gentilini G. (a cura di), I della Robbia e l’”Arte Nuova” della scultura invetriata, Firenze 1998, p. 144

De Marchi A., “Ancora che l’arte fusse diversa”, in Gentilini G. ( a cura di), I della Robbia e l’”Arte Nuova” della scultura invetriata, Firenze 1998, p. 19, figura p. 20

Bellosi L., Ricordi di Carlo de Carlo e della sua Collezione, in Scalini M. e Tartuferi A., Un tesoro rivelato. Capolavori della Collezione Carlo de Carlo, Firenze 2001, p. 21

Scalini M. e Tartuferi A., Un tesoro rivelato. Capolavori della Collezione Carlo de Carlo, Firenze 2001, p. 56, catalogo 17, tavola XIV.

Opera notificata

 

Premio scultura assegnato a Trinity Fine Art

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Il premio quale migliore scultura esposta alla XXVI Biennale, sostenuto da Etro, è stato conferito  al modello per il Monumento al Papa Innocenzo XI Odescalchi, in San Pietro di Pierre-Etienne Monnot (Orchamps-Vennes 1657 - Rome 1733).

Nella foto,  Giovanni Pratesi consegna il premio a John Winter (a destra), titolare della Galleria londinese.

 

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Pierre-Etienne Monnot
(Orchamps-Vennes 1657 - Rome 1733)

Modello per il Monumento al Papa Innocenzo XI Odescalchi, in San Pietro, Roma.

Premio scultura assegnato a Carlo Orsi

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Il premio quale migliore scultura esposta alla XXV Biennale, sostenuto da ETRO, è stato assegnato all’opera “Cristo in pietà sorretto da due angeli”, marmo scolpito con parti dorate di Giovanni Antonio Amadeo (Pavia 1447 – Milano 1522).

Nella foto, Massimo Bartolozzi, a destra, consegna il premio a Carlo Orsi.

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Giovanni Antonio Amadeo

(Pavia 1447 – Milano 1522)

Cristo in Pietà sorretto da due angeli

Marmo scolpito con parti dorate, 58 x 70 cm circa.

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Aggiornato al 28/05/2015

 
 
 
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